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Analisi Rifiuti

CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI
Procedura operativa, Scheda produttore

Analisi di caratterizzazione e classificazione dei rifiuti 75/442/CEE

Ricordiamo che la classificazione dei rifiuti è effettuata dal produttore e che in ogni caso la classificazione deve essere effettuata prima che il rifiuto sia allontanato dal luogo di produzione. Si consiglia di documentare attraverso una propria procedura o relazione interna il percorso logico documentale seguito per l'attribuzione del codice CER al Rifiuto. In funzione del CER attribuito dal Produttore in funzione dell'analisi del Processo produttivo che lo genera si possono presentare tre diverse situazioni:

Caso A) Rifiuto con CER non pericoloso (cioè classificabile e classificato con CER non pericoloso assoluto) In questo caso il legislatore ha concluso che i processi di produzione che portano all'attribuzione al rifiuto di questi codici CER non possano che portare a rifiuti NON PERICOLOSI. Pertanto nessuna determinazione o valutazione analitica risulta necessaria al fine della CLASSIFICAZIONE mentre opportune analisi dovranno essere svolte in caso di conferimento in discarica (analisi di ammissibilità in accordo con quanto previsto dal DM 27/09/2010) oppure se inviato al recupero (DM 05/02/1998 e smi).

Caso B) Rifiuto con CER pericoloso (cioè classificabile e classificato con CER pericoloso assoluto) In questo caso il legislatore ha concluso che i processi di produzione, che portano all'attribuzione al rifiuto di questi codici CER, non possano che portare a rifiuti PERICOLOSI. Pertanto nessuna determinazione o valutazione analitica risulta necessaria al fine della CLASSIFICAZIONE mentre sarà necessario effettuare opportune determinazioni analitiche al fine di confermare o determinare le classi di pericolo da associare al rifiuto al fine della sua corretta gestione. Inoltre, qualora il rifiuto debba essere conferito in discarica, saranno necessarie opportune per verificarne la conformità ai criteri di ammissibilità (in accordo con quanto previsto dal DM 27/09/2010)

Caso C) Rifiuto con CER A SPECCHIO o classificabile con CER con collegamento ad un CER specchio o altro CER pericoloso in assoluto In questo caso il legislatore presuppone che il processo produttivo possa, a seconda delle condizioni operative, dai materiali coinvolti nel processo stesso, produrre rifiuti classificabili sia come RIFIUTI NON PERICOLOSI sia RIFIUTI PERICOLOSI. In questo caso le analisi si rendono necessarie per supportare il Produttore nella valutazione di pericolosità o meno del rifiuto in analisi. Per definire un opportuno protocollo analitico sarà necessario che il Produttore fornisca al laboratorio un quadro, il più dettagliato e completo possibile, del processo produttivo che porta al rifiuto, corredando il tutto da schede di sicurezza di sostanze/preparati eventualmente usati, note descrittive e tecniche del processo, opportuna documentazione fotografica. Per questo CRC ha predisposto la Scheda Informativa Produttore Rifiuto con lo scopo di aiutare i Produttori a raccogliere tutto quanto necessario ad una Corretta Valutazione. La Classificazione dei rifiuti sarà effettuata in accordo con quanto previsto dalla Decisione della Commissione Europea n. 955/2014 che modifica la precedente Decisione della Commissione n° 2000/532/CE e dalle modifiche portate dal Regolamento UE n° 1357/2014 che sostituisce l'allegato III della direttiva 2008/98/CE. A questo scopo CRC srl ha emesso una Nota operativa interna che da evidenza dei criteri di classificazione adottati in seguito all'entrata in vigore delle normative soprariportate.



Amianto

Sia per i campioni in massa sia per indagini di fibre aerodisperse, CRC fornisce i seguenti servizi:
– Analisi presenza amianto nell'Eternit
– Analisi delle coperture capannoni ed edifici in genere
– Analisi materiale da demolizioni contaminato (laterizi, mattoni, inerti, ecc.)
– Analisi amianto in terreni contaminati
– Analisi fibre di amianto nell'aria all'interno degli edifici industriali
– Analisi fibre di amianto nell'aria esterna in prossimità di aree industriali e/o aree ad alta intensità abitativa (centri urbani)

Con le seguenti tecniche:
– Microscopia ottica a contrasto di fase (MOCF)
– Microscopia elettronica a scansione (SEM)
– Spettroscopia IR in trasformata di Fourier, (FT-IR-SEM)


Combustibile Solido Secondario

Il combustibile derivato da rifiuti, denominato combustibile Solido Secondario (CSS), non è piú rifiuto e può essere utilizzato nei cementifici e nelle grandi centrali di produzione energetica. Si definisce CSS (Combustibile Solido secondario) il combustibile solido prodotto da rifiuti che rispetta le caratteristiche di classificazione e di speciazione individuate dalle norme tecniche UNI CeN/TS 15359 e successive modifiche ed integrazioni.  Successivamente il 25 febbraio 2013, il Ministro dell'Ambiente e della tutela del mare con decreto Ministeriale che sancisce la cessazione della qualifica di rifiuto dei Combustibili Solidi secondari derivati da rifiuti, ai sensi dell'art. 184-ter del D. Legs. 152/2006 e s.m.i.
Analisi necessarie
La classificazione dei Combustibili Solidi Secondari (CSS) è basata sulla determinazione di tre parametri:
– Potere Calorifico Inferiore (P.C.I.), definito come parametro economico;
– Contenuto di Cloro, definito come parametro tecnico;
– Contenuto di Mercurio, definito come parametro ambientale.
Questi tre parametri determinano l'assegnazione di classi del combustibile all'interno di una specifica tabella definita dalla normativa fuori della quale il rifiuto non può essere definito come CSS. Oltre ai parametri di classificazione, il produttore del CSS deve indicare ulteriori parametri specifici, quali metalli pesanti, i cui limiti sono definiti tra il produttore e l'acquirente del CSS in fase commerciale e non da una normativa specifica. Crc offre un servizio analitico completo su tutti i parametri di classificazione previsti dalle norme tecniche e legislative sopra indicate



Compost

Per compost si intende il risultato della decomposizione e dell'umidificazione della sostanza organica per effetto della flora microbica naturalmente presente nell'ambiente. Il termine compost deriva dal latino compositum, ossia formato da più materiali, proprio perché tra i prodotti della reazione microbica sono presenti substrati organici di diversa provenienza. A livello legislativo, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale sui Fertilizzanti (Decreto Legislativo Decreto Legislativo n. 75 del 29/04/2010), il compost viene definito e classificato in tre categorie:
- Ammendante Compostato Verde (ACV);
- Ammendante Compostato Misto (ACM);
- Ammendante Torboso Composto (ATC).
Crc offre un servizio analitico completo su tutti i parametri di classificazione previsti dalle norme tecniche e legislative sopra indicate.



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